In questi ultimi tempi leggiamo spesso su giornali e riviste che il fotovoltaico, e in generale l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, pesano molto - a volte troppo - sui contribuenti. Questo non è esatto.
Con l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto i Paesi industrializzati aderenti, tra cui l’Unione Europea, hanno stabilito consistenti sanzioni pecuniarie per l’eventuale superamento delle emissioni Co2 previste per ciascun Paese con un conseguente appesantimento della bolletta energetica. Successivamente (1992) in Italia è stato fatto obbligo ai cittadini di contribuire al finanziamento delle fonti di energie rinnovabili e assimilate attraverso il pagamento della tariffa A3, destinata proprio a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili e assimilate (es. fonti che utilizzano calore di risulta, fumi di scarico ed altre forme di energia recuperabile in processi e in impianti; fonti che utilizzano gli scarti di lavorazione e/o di processi e quelli che utilizzano fonti fossili prodotte esclusivamente da giacimenti minori isolati…).
Il vero e unico cambiamento del 2010 è rappresentato dal fatto che per la prima volta è stata destinata una quota maggiore di questo fondo agli incentivi per le rinnovabili rispetto alle fonti assimilate. Si tratta quindi una ridistribuzione della tariffa A3 e non in un ricarico delle tasse sui contribuenti, come hanno pensato in molti.
La componente A3, infatti, continua a rappresentare il 7,6% circa della bolletta energetica. Anche se questo fatto è stato male interpretato, rappresenta una passo in avanti per l’Italia che negli ultimi anni ha utilizzato la maggior parte dei fondi A3 per incentivare le fonti assimilate e quindi con origini fossili.
In un recente comunicato stampa di Assosolare possiamo addirittura leggere “grazie al fotovoltaico per ogni kWh prodotto si evita l’emissione di 0,64 kg di Co2 e si ha un risparmio annuo di circa 22.080.000 di euro. I costi per il cittadino? 60 centesimi di euro in bolletta al mese contro i 2 euro della Germania”.
Il fotovoltaico e l’utilizzo di energie rinnovabili non sono una maggiore spesa per i cittadini. Scegliere energia pulita significa prendere una decisione etica, prima che economica. Noi abbiamo scelto, tu che cosa aspetti?