Anno nuovo vita nuova, soprattutto per il fotovoltaico che in questi giorni è oggetto di una vera e propria opera di mistificazione.  Andiamo per ordine.


La pubblicazione del nuovo conto energia e dei dati relativi all’installazione di impianti fotovoltaici nel 2010 ha messo in crisi le certezze di un settore che, a dispetto della congiuntura economica internazionale, ha creato occupazione e risultati economici. Dopo aver manifestato dubbi e criticità sul nuovo piano incentivante, Assosolare ha dimostrato come i dati pubblicati dal GSE a inizio 2011 (7.000 MW di fotovoltaico) siano stati gonfiati oltremisura. La denuncia ha messo in moto una potente ed efficace macchina di controlli. Inoltre, Anie e Gifi hanno annunciato che, al fine di prevenire sviluppi non in linea con le reali aspettative del mercato, stanno lavorando ad una proposta di rivalutazione del sistema incentivante per il fotovoltaico.


Come se tutto questo non bastasse a destabilizzare il mercato, i media non fanno altro che parlare dei costi delle rinnovabili: troppo pesanti per i contribuenti. Sotto accusa è la tariffa A3, la quota della bolletta destinata all’incentivazione di energia da fonti rinnovabili ed assimilate e presente in bolletta da oltre dieci anni. La polemica nasce dal fatto che per la prima volta, nel 2010 è stata destinata una quota maggiore di questo fondo agli incentivi per le rinnovabili rispetto alle fonti assimilate(di origine fossile). Anche se in realtà stiamo parlando di una ridistribuzione della tariffa e non di un ricarico delle tasse sui contribuenti.


Mentre incalzano le polemiche, nessuno alza la voce per dire che anche le emissioni di Co2 hanno un costo. Nessuno indaga su quanto costano i certificati verdi. Pochi sanno che negli ultimi due anni tra eolico e fotovoltaico sono stati installati circa 5 gigawatt di energia elettrica da fonte pulita, pari alla potenza di due centrali nucleari di media taglia.

Le rinnovabili sono un investimento per l’indipendenza energetica nazionale e per la salvaguardia  della salute e dell’ambiente, ma anche un pericolo per chi desidera incentivare il nucleare e fare in modo che il potere energetico rimanga nelle mani di pochi. L’utilizzo di energia da fonti rinnovabili porta con se la possibilità di raggiungere una vera democrazia energetica perché ognuno di noi potrebbe diventare produttore e venditori di energia. Noi stiamo lottando per raggiungere questo traguardo e salvaguardare la nostra salute e quella dell’ambiente in cui viviamo.

 

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